Zarafah
Zarafah, cioè “colei che cammina velocemente”, è il nome arabo ma di probabile origine africana da cui deriva il
nome giraffa, con il quale indichiamo uno dei componenti più particolari del mondo animale. Altissima ed apparentemente sgraziata ma capace di correre per lunghi tratti anche a 50 km orari; timida ed apparentemente innocua (ma capace di difendersi con calci anche letali); fondamentalmente solitaria ma attentissima nell’allevare i piccoli; capace di dormire in piedi (per poter poi sfuggire più rapidamente ai predatori), di mangiare senza problemi grandi quantità di foglie ed erbe potenzialmente tossiche per altre specie, la giraffa è una contraddizione vivente, la dimostrazione dal lungo collo di quanto la natura possa esprimersi con una fantasia ed una precisone inarrivabili.
Sembra fatta appositamente per essere disegnata, per divertire, per incuriosire, grazie alle sue peculiarità che la rendono a prima vista “inadeguata”: da sempre ha colpito la fantasia delle popolazioni che vivevano nei suoi stessi territori, dagli egizi che la allevavano come animale da compagnia ai romani che le esibivano come trofei delle conquiste africane, mentre per i cinesi della dinastia Ming, per la famiglia Medici a Firenze, per Carlo X di Francia, ecc era un “fenomeno” da mostrare a corte e al pubblico, come simbolo del proprio potere e stravaganza.
La mia Zarafah ha un cuore grande e pesante, un collo tanto lungo da essere sostenuto da un sistema di cavi e pulegge; è vezzosa e stravagante nel vestire, negli accessori e nei decori: una modella tanto particolare quanto elegante. Ho realizzato questa scultura utilizzando legno di diverse essenze, lamina di ottone, tessuti vari, pelle sintetica, ritagli di tappeti di cotone, cavo di acciaio, borchie, collane, colori a pastello e ad acqua, ecc.
Dimensioni: cm 282x75x9
Peso: kg13
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