Sigognac
Quando il Barone di Sigognac decide di “diventare” Capitan Fracassa per poter restare vicino all’amata Isabella, si
maschera, si traveste, diventa un altro da sé per raggiungere l’obbiettivo che si è prefissato (la conquista appunto dell’amore della sua vita): affronterà pericoli mortali, supererà difficoltà insormontabili sempre nascosto dietro l’improbabile travestimento del Capitano, vivendo la vite parallele del nobile innamorato e dell’attore spiantato.
Il tema della maschera è l’anima di questa scultura: il gallo variopinto, dalla postura aggressiva e minacciosa, rivela la sua vera natura nel frullino per le uova al posto degli artigli.
Come Sigognac/Capitan Fracassa, anche questo gallo, il cui atteggiamento ricorda quello dei galli combattimento che lottano fino alla morte dell’avversario, nasconde una verità diversa, più mite e normale: recita una parte, le sue armi sono inoffensive, inadeguate, sono il ripiego di scena di una compagnia di attori perennemente alla ricerca di un pubblico e di un pasto.
I suoi abiti sono un collage di colori, di tessuti, di metallo e di carta; sono i fondi di magazzino dell’attore che non può permettersi un vestito elegante; sono i sotterfugi di chi è pronto a tutto pur di raggiungere il proprio obbiettivo, in questo caso l’amore.
La scultura è stata realizzata con legno di diverse essenze, lamina di ottone e di allumino, tessuto, carta di giornale, ecc e colorata con pastelli, colori ad acqua, fissatore e finitura all’acqua.
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